DELITTO/CASTIGO

NUOVO TEATRO

diretta da Marco Balsamo


presenta

 

LUIGI LO CASCIO    SERGIO RUBINI   

 

in

 

DELITTO/CASTIGO

adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi

con

FRANCESCO BONOMO

FRANCESCA PASQUINI

e con

G.U.P. ALCARO

voci

FEDERICO BENVENUTO

SIMONE BORRELLI

EDOARDO COEN

ALESSANDRO MINATI


scene GREGORIO BOTTA

costumi ANTONELLA D'ORSI

musiche GIUSEPPE VADALA' 

progetto sonoro G.U.P. ALCARO

luci LUCA BARBATI e TOMMASO TOSCANO

regista collaboratore GISELLA GOBBI

 

regia SERGIO RUBINI



foto Luigi Lo Cascio © Pino Le Pera

DELITTO/CASTIGO
adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi

 

Vertigine e disagio accompagnano il lettore di Delitto e Castigo. La vertigine di essere finiti dentro l’ossessione di una voce che individua nell’omicidio la propria e unica affermazione di esistenza. E quindi il delitto come specchio del proprio limite e orizzonte necessario da superare per l’autoaffermazione del sé. Un conflitto che crea una febbre, una scissione, uno sdoppiamento; un omicidio che produce un castigo, un’arma a doppio taglio. Come è la scrittura del romanzo, dove la realtà, attraverso il racconto in terza persona, è continuamente interrotta e aggredita dalla voce pensiero, in prima, del protagonista. Ed è proprio questa natura bitonale di Delitto e Castigo a suggerire la possibilità di portarlo in scena attraverso una lettura a due voci. Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio sono le due voci dell'opera e trascinano il pubblico nel racconto, facendo vivere in prima persona l'ossessione del protagonista.

 

TRAMA

Delitto e Castigo, l'opera più letta e conosciuta di Dostoevskij, racconta il tormento di Rodiòn Romànovic Raskòl’nikov, un giovane poverissimo e strozzato dai debiti, che uccide una vecchia e meschina usuraia. Nel romanzo è evidente il conflitto interiore del protagonista, che crea in lui una scissione; ne viviamo i lucidi ragionamenti, in cui si rifiuta di provare rimorso, per dimostrare a se stesso di appartenere alla categoria di quelli che lui definisce i “napoleonici”, i grandi uomini, le menti superiori dalle idee rivoluzionarie, autorizzati a vivere e agire al di sopra della legge comune, perché tutte le loro azioni, anche quelle condannate dalla morale, hanno come fine ultimo il bene collettivo. Tenta di convincersi che l'omicidio della vecchia usuraia, poiché ha liberato dal giogo molti poveri creditori e eliminato dalla faccia della terra un essere maligno, non solo non è condannabile e non dovrebbe procurargli alcun pentimento, ma costituisce la dimostrazione stessa della sua appartenenza ad una categoria superiore. Dall'altro lato, però, viviamo il lento affiorare in lui della consapevolezza di non riuscire a sfuggire ai sensi di colpa e al terrore di essere scoperto: deve rassegnarsi, alla fine, di essere non già un grande uomo, ma un “pidocchio”, e, come tale, di meritare una punizione.

 

Interpreti e personaggi

 

 

Luigi Lo Cascio                 Rodiòn Romànovic Raskòl’nikov

 

Sergio Rubini                    Il narratore

                                         Alëna Ivànovna (la vecchia usuraia)

                                         Marmelàdov (consigliere titolare)

                                         Pul’chèrija Aleksàndrovna (madre di Raskòl’nikov)

                                         Lebezjàtnikov (coinquilino di Lùžin)

                                         Mikòlka (contadino)

                                          Il’jà Petròvič (tenente di polizia)

                                          Arkàdij Ivànovič Svidrigàjlov (ex datore di lavoro di Dùnja)

                                          Porfìrij Petròvič (giudice istruttore)

 

Francesco Bonomo          Lùžin (avvocato)

                                         portiere 

                                         segretario del commissariato                                          

                                         imbianchino

 

Francesca Pasquini           serva

                                         Sònja (figlia di Marmelàdov)

                                         Dùnja (sorella di Raskòl’nikov) 

                          

G.U.P. Alcaro                    suoni

 


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